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 Messaggi e Commenti Sulla Stampa e sul Web

 

"Il Romanzo cattura la mente e l'anima - Bravissima" - Mario Bozzo - Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania

 

"Sognatore di Algoritmi è uno Zibaldone moderno nell'accezione più positiva del termine" - Paride Leporace - Direttore de "Il Quotidiano della Basilicata"

 

"Il libro è sorprendente! Al di là dei mie complimenti, scopro una sensibilità che avevo notato solo in minima parte e che con grande coraggio sì è rivelata così profondamente...Mi piace molto la citazione beethoveniana ..." - Giuseppe Maiorca - Pianista e Concertista

"Ho avuto la fortuna di poter leggere "Sognatore di Algoritmi" in anteprima: un romanzo (ma non è riduttivo definirlo così?) che ha una struttura per me assolutamente originale.  Una storia che ti prende e ti trascina in un vortice di emozioni che rischiano di sopraffarti di pagina in pagina.  Giulia, quello che posso dire della tua opera è che nessun lettore, dopo averlo finito, sarà uguale a prima.
Certo, in una Italia di escort e lenoni, una storia come questa, con sentimenti così forti e drammaticamente veri, ti riconcilia con il genere umano".-
Sergio Aquino
- scrittore

 

“Non è facile dire cosa penso di quanto ho letto. Sognatore di Algoritmi non è un romanzo tradizionale ed ancor meno lo è la lettura. Non è facile far mente locale delle idee che ne son venute, nate e cresciute. La storia potrebbe essere quella della banale narrazione di un amore, se lo stesso fosse narrato.

Sono confuso per aver scoperto quanto e come sia sia possibile amare, per come si interpreti spesso troppo facilmente il significato di un sentimento e per la gradevole sorpresa di poter approfondire una bella conoscenza. Trovo, per caso, lo stato d'animo che presumo sia adatto ad esprimere quanto, e quello che ho sentito. Per la prima volta ho avuto difficoltà a scegliere a quale personaggio affezionarmi! Avrebbe potuto esser semplice per il loro esiguo numero di due. Quando ce ne sono tanti si ha una sorta di "libero mercato", con solo due si deve fare una ed una sola scelta. Sarebbe normale dire, credere, di essersi affezionati ad entrambi, ma non corretto perché non può piacere solo lui o solo lei. Infine piace l'androgino. L'irraggiungibile androgino che mai è stato svelato e mai si svelerà, mai nato e mai morto. Ciò che si comunicano e scambiano appartiene alla loro natura interiore, quasi fossero amici o amanti di se stessi. Non è possibile sentirsi, vedersi, incontrarsi.... significherebbe dover ignorare quanto lo specchio mostra o non riconoscere il proprio intimo pensiero. La collocazione temporale credo sia dovuta solo ad una costruzione romanzistica. Il significato di quanto hai espresso non ne ha, collocazione. Alcuni di noi sanno di essere dicotomici, altri lo ignorano. Poco importa. Torniamo qui e continuiamo a vivere. E' difficile parlare d'amore. O troppo facile. Hai scelto la strada difficile e l'hai percorsa con una grande maestria. Ti assicuro che posso permettermi di affermare che sei una grande e brava maestra. Grazie per le stimolazioni e l'energia che mi hai trasmesso”. Simone Cardullo  (Monterotondo - RM)

 
Sulla Stampa e sul Web
 

"Sognatore di Algoritmi" di Giulia Fresca, presentato dai ragazzi de "Il Sileno" e "Horus Scorpione"

Di Francesco De Pascale ed Alberto Russo 

Su "Il Sileno" sabato 12 dicembre 2009

 

“Sognatore di Algoritmi”, il romanzo di Giulia Fresca è stato presentato ieri all’UniCal al Book Café, con la presenza delle associazioni studentesche “Il Sileno ONLUS” e “Horus Scorpione”, attive sul territorio nell’ambito della riflessione culturale. Se in passato ci servivamo delle lettere d’amore, oggi è l’epoca degli sms, delle chat, delle e-mail, di facebook, e la nostra ingegnere cosentina, prendendo spunto da ciò, ci ha regalato pagine elaborate con passione, versatilità, carica intellettiva e spirituale. Questo romanzo, che come afferma l’editore Pellegrini, è immerso nella ragnatela virtuale “che si muove per le strade più inattese e impensabili”, riprende un tema caro a tutti i più grandi artisti, scrittori e poeti: la memoria del nostro vissuto, proprio in un’epoca in cui i media hanno creato un processo di comunicazione sempre più virtuale, passeggero, non sempre schietto ed ineccepibile. Il contesto temporale risente, inoltre, di un altro tema della letteratura contemporanea: il sogno, il fantastico. Siamo nel 2035: il diario di Anna Frank fu tristemente rintracciato e malinconicamente letto molti anni prima, invece il diario di Jodie, in struttura virtuale, non contiene quelle sensazioni e presentimenti di morte di quell’epoca, ma non mancano parallelismi di sogni, che Antonejo e Jodie stanno dominando da protagonisti, negli anni 2008 e 2009. I due danno il via al rapporto “algo-epistolare”, e le e-mail verranno trovate dalle due sorelle Laurie e Desireè, in un vecchio CD-ROM, catalogate in ordine cronologico. Infatti, ci troviamo a leggere una corrispondenza tra i due individui, dentro alla quale nasce e si evolve un sentimento a tratti amoroso, a tratti no, manifestato anche attraverso le suggestive poesie, dette “soffi dell’anima”. In aggiunta, troviamo nel testo le problematiche attuali più scottanti : la guerra, l’emergenza rifiuti, la criminalità, il razzismo, la violenza sull’infanzia e soprattutto sulle donne, la crisi nel Darfur, la Shoah, la legge Basaglia, tematiche affrontate in articoli realmente pubblicati su “Il Quotidiano della Calabria”. Come ha sottolineato Pio Colonnello, vi è l’invito, da parte dell’autrice al lettore “ad essere due occhi terzi, che vedono un susseguirsi di eventi, e a vivere per 365 pagine a fianco dei sentimenti della protagonista”. Così i due trattano temi che sono di interesse comune, ma tenendo sempre fermo e vitale il problema dell’Amore assoluto in un contesto virtuale. Pertanto, il Sognatore di Algoritmi resta un romanzo postmoderno, con il tono sentimentale, disperato, tormentoso, intenso e dolce. È in tale contesto che vengono fuori i caratteri dei due protagonisti.

A nome degli studenti dell’UniCal, di “Lettere” e “Scienze politiche”, ringraziamo Giulia, promessa e orgoglio della nostra terra, per averci dato la possibilità di esprimerci sul suo romanzo in una manifestazione pubblica.

Francesco De Pascale e Alberto Russo

 
 

“Il sogno di una affinità elettiva che si avvera” di Francesca Gabriele

"Sognatore di Algoritmi” un titolo, di fatto un ossimoro
Mezzo Euro settimanale d’informazione regionale diretto da Domenico Martelli – sabato 05 dicembre 2009


Noi siamo il nostro passato. L’affermazione è del filosofo Henri Bergson e rientra nel filo che congiunge la memoria alla filosofia. Ed è proprio la memoria il tema centrale di Sognatore di Algoritmi il primo romanzo scritto da Giulia Fresca ed edito da Luigi Pellegrini. La memoria di collegare al tema amore, un amore platonico che nasce all’interno di un rapporto non epistolare, come sarebbe accaduto in altri tempi, ma mediatico. Un incontro casuale, non voluto e forse solo intimamente cercato quello tra Jodie e Antonejo. Una ricerca su Google, cinque parole ed Antonejo, 37 anni, psichiatra, in modo casuale finisce per scrivere a Jodie, giornalista che in un primo momento lo tratta da quello che è, un estraneo. Ma tale Antonejo non rimarrà a lungo:tra i due s’innesca una profonda corrispondenza attraverso la quale si conoscono, si cercano, si scelgono. L’amore snocciolato nella sua vera essenza con tutto l’alone del mistero che si porta dietro. Quell’amore che magari non cerchi, che hai scelto di non cercare, di non volere, di tenere lontano dalla tua vita perché sai che può farti male ed aprirti una strada senza ritorno. Ma Sognatore di Algoritmi è la palese dimostrazione che non è l’uno a cercare l’amore, ma è il sentimento che impetuosamente e violentemente bussa alla porta facendo crollare ogni resistenza. Come successo ai due protagonisti che instaurano un rapporto lontano ma vicino spiritualmente condividendo poesie, racconti, testi di articoli, tematiche di stringenti attualità. Tocca e fa vibrare davvero l’anima Jodie che in questo rapporto scommette tutto! Lei stimola , incalza, piange e si dispera, ma poi ritorna forte e spinge l’altro a reagire. Due persone che vivono lontano e che riescono a comunicare la propria vicinanza nello stesso istante con coincidenti email. «Oggi ho sentito la tua mancanza». «Sei stato con me al mare e poi davanti ad un caminetto scoppiettante». «Ti stringo dolcemente forte». Due anime unite da un amore impossibile che mai troverà la sua piena realizzazione. «Sogno ed Algoritmo –scrive Giulia Fresca – sono le facce di una stessa medaglia, Chanh E Hou Yi, simboli rispettivamente della luna e del sole. Perché in fondo il mondo è un grande intreccio…piccolo e fitto di opportunità per ritrovare nell’altro un po’ di se stessi»

L'intervista

Perché questo titolo: Sognatore di Algoritmi?
Un algoritmo è una funzione che in base ad in input fornisce un output, e così sarebbe stato se Antonejo avesse voluto cercare un’affinità con Jodie interrogando un motore di ricerca per “incontri” e dunque un algoritmo, fornendo come dati in ingresso alcune caratteristiche, bionda bruna, alta magra, fino a definire il range di età ed il grado di istruzione. Così non è stato, perché dall’algoritmo di Google il sogno di un’affinità elettiva si avvera. Il titolo è di fatto un ossimoro: sogno ed algoritmo non potrebbero convivere se non come facce di una stessa medaglia, ma l’ho scelto perché si è autogenerato tra le email, confermando che i sogni generano algoritmi e non sempre è vero il contrario.

La storia che lei racconta in questo romanzo è quella di un amore platonico tutto mediatico. Da dove è nata l’ispirazione?
Non mi piace considerarla una storia d’amore sebbene ne abbia tutti gli ingredienti. Nella nostra vita tutto è ormai relativo e, così come nella matematica, a volte è necessario isolare i valori per restituire loro l’assolutezza. È ciò che ho tentato di fare partendo dalla mia cultura romantica: riprendere in mano i valori della fiducia nell’altro, dell’amicizia, del riconoscimento, dell’altruismo e dell’amore e metterli in gioco tra due persone che non si conoscono ma che imparano ad avere bisogno l’uno dell’altro. L’amore platonico si alimentava di sguardi fuggevoli e soavi, di scie di profumi lasciate al passaggio…qui è la mente che fa tutto, soprattutto nel caso di Jodie, così come avviene tra tante persone che si conoscono tramite i moderni mezzi di comunicazione. Ho cercato di spostare l’attenzione verso un approccio più sensibile rispetto a quello, forse banale e scontato che alimenta la rete, e dunque non poteva che rivolgersi ai sentimenti, quelli che, un tempo, generavano anche qualche lacrima che cadendo sul foglio e macchiandolo, rendeva vivo lo scritto.

In ogni romanzo si dice ci sia una piccola nota autobiografica dello scrittore. E’ così anche per il suo?
Credo che non sia possibile scrivere sentimenti se non fanno parte del proprio interiore. Se così fosse si scadrebbe nella retorica e nella teoria che certo non può riguardare le emozioni. In questi anni ho imparato a guardare il mondo da diverse angolazioni, ho imparato a leggere gli altri con l’umiltà dello sguardo e con la predisposizione all’ascolto, anche delle cose non dette. Ciò mi ha permesso di trovare nelle vite degli altri qualcosa che mi appartiene, e da qui il sottotitolo del romanzo, ma soprattutto mi ha regalato la forza di togliere dal mio Io quelle essenze che il tempo aveva danneggiato ed esaltare, forse, quelle che aveva relegato in un angolino. Di autobiografico c’è la mia professione, la passione per la scrittura, l’esperienza della vita all’estero e la conoscenza della solitudine.

Qual è l’ultimo libro che ha letto Giulia Fresca?
Leggo tantissimo e non solo per il gusto della lettura, ma per via dell’attività giornalistica che spesso mi impegna anche in alcune recensioni. Ad ogni modo sono tre le mie ultime letture: Le navi dei veleni di Massimo Clausi e Roberto Grandinetti, Irrazionalpopolare di Francesco Bonami e Luca Mastrantonio ed sto terminando Oltre di Vincenzo Perrellis

Su quale tema si concentrerà il nuovo romanzo che scriverà Giulia Fresca?
In verità Sognatore di Algoritmi è la pausa “forzata” ad un romanzo storico ambientato nell’anno 1100. Si tratta della biografia romanzata di un personaggio realmente esistito per il quale ho trovato un “buco” storiografico di 10 anni nonostante sia stata una donna di grandissimo rilievo non solo del suo periodo ma per aver condizionato fortemente le epoche e gli uomini successivi. È un lavoro di ricerca che ho iniziato nel 2000 e che ho parzialmente interrotto nel 2007 quando ho iniziato a scrivere Sognatore di Algoritmi. Avevo bisogno di alcune risposte, che nel frattempo sono arrivate, e pertanto non avevo la giusta ispirazione ed immedesimazione, pertanto ho preferito dedicarmi a ciò che in quel momento è riuscito a monopolizzare il mio sentimento. A parte la biografia, sto già scrivendo sull‘infanzia ancora troppo fragile a causa degli egoismi di noi adulti, attraverso una storia legata ad un filo purtroppo tremendamente attuale.

 

10/12/2009 12.02 - LIBRI: IL SOGNATORE DI ALGORITMI DI GIULIA FRESCA


(ANSA) - CATANZARO, 10 DIC - ''Sognatore di algoritmi'' di Giulia Fresca (Pellegrini editore) e' un romanzo che anticipa i tempi. Del vissuto e del pensato. L'autrice ama definirsi ''una moderna donna d'altri tempi''. Sicuramente una personalità eclettica: oltre a svolgere la professione di ingegnere, scrive infatti per ''Il Quotidiano della Calabria'', ''Articolo21'' e riviste culturali del panorama nazionale. Di origini calabro-lucane, e' nata a Manfredonia ed ha vissuto per molti anni la condizione di emigrata culturale, passando all'Algeria alla Russia, dalla Sardegna alla Calabria. E' autrice di saggi, racconti e poesie vincitrici di concorsi nazionali pubblicate in Antologie poetiche. Nel 2009 la sua presenza nell'Enciclopedia dei Poeti italiani contemporanei e l'uscita del primo romanzo, appunto il ''Sognatore di Algoritmi''. Quale sarà la memoria del vissuto di questi anni tenuto conto che la comunicazione e' sempre più virtuale ed effimera? Sms, chat line, webcam, hanno preso il posto delle lettere e solo le email, se conservate, potranno restituire un piccolo ''tesoro''. E' ciò che Laurie e Desiree troveranno nel 2035 in un ''vecchio'' cd-rom. Al suo interno un ''diario'' molto speciale che le trasporterà, silenti spettatrici di pagine riservate, indietro nel tempo attraverso una fitta corrispondenza di ''lettere informatiche'' tra Antonejo e Jodie. Email conservate pazientemente in ordine cronologico, inviate ed attese come antiche missive, alle quali ''allegare'' racconti, articoli, quotidianità ma soprattutto emozioni, sentimenti, riflessioni e soffi poetici. Un uomo e una donna, due vite allo specchio, iniziano il loro viaggio parallelo per uno scherzo algoritmico generato da un motore di ricerca, divenendo esploratori di tematiche sensibili (politica, guerra, criminalità, violenza sull'infanzia e sulle donne, Shoah, legge Basaglia) e reconditi desideri dell'animo. A fare da cornice la tecnologia ed il suo linguaggio, dove sogno ed algoritmo rappresentano le facce di una stessa medaglia ed i puntini, uniti nell'immaginario dell'infinito... che sospendono ed attendono... ''un mondo reale dell'inconscio''.(ANSA). RED/FLC

 

“SOGNATORE DI ALGORITMI” Commento di Giovanna Baglione

curatrice della rubrica Libri Insieme sulla rete Tv Cam Tele 3 del 02.12.2009

 

Non lo hai ancora aperto, e già richiama interesse e attenzione.

L’immagine e il titolo colpiscono.

Quel sognatore che si muove, in duplice forma, su tasti apparentemente sconnessi, ma mai stonati, verso un semaforo rosso (attesa?), in atteggiamento di corsa (movimento?), proiettato in avanti, lungo un unico binario; ed una chiocciola lenta, solo di un tasto dietro di lui ….

Indovinata la veste tipografica e il titolo, che , prima ancora di un giudizio sul testo, evidenziano l’acume dell’autrice e dell’editore.

L’immagine e la parola si fondono; il chiedersi quale abbia ispirato l’altra, è inessenziale, l’impatto è vincente.

Ma per la curiosità del lettore, questa è la genesi: nasce prima il titolo, la continua ricerca dell’autrice ha fatto il resto; navigando è stata colpita dalle opere di un pittore incontrato sul web, e da una in particolare, … lo ha contattato … e questa copertina è il risultato sorprendente di sensibilità diverse che si incontrano e si completano.

Poi lo apri e inizi a leggerlo, e ti accoglie un breve inno alla vita, seguito dalle note dell’autore, che esplicitano gli intenti e preparano il lettore, avvertendolo che quel che segue è un mistero.

Una varietà di generi letterari, e-mail, poesie, racconti, articoli, ciascuno caratterizzato da un diverso linguaggio espressivo, impegneranno il lettore, richiedendogli attenzione e tempo.

La storia in sé è semplice: un uomo e una donna, due sconosciuti, si scambiano delle e-mail, intessendo una fitta corrispondenza, che li avvince giorno dopo giorno, ora dopo ora, divenendo il loro pensiero fisso, la luce dell’esistenza, il sogno che invade la realtà, impossessandosene da padrone.

Vita quotidiana, emozioni, interessi culturali, divagazioni filosofiche, si mescolano, in un’alternanza di mezzi espressivi.

La narrazione, invece, è complessa e richiede attenzione e partecipazione da parte del lettore.

Le e-mail, che intessono stati d’animo e il dipanarsi di eventi, vanno “lette” anche nella loro alternanza, attraverso le date, gli orari, la frequenza, il mittente. Pertanto chi legge è impegnato ad interpretare, decifrare anche il non detto, il non espresso; e allora tutto, la punteggiatura, i segni, le pause, tutto acquista significato e nulla può essere trascurato, se davvero si vuole entrare nell’animo dei protagonisti. La loro curiosità iniziale ci contagia, anche noi vogliamo sapere, scoprire, e allora l’occhio corre veloce in avanti, … ma poi torna indietro, a riconsiderare un dettaglio che poteva, forse, esserci sfuggito. Ci emozioniamo, siamo precipitosi o minuziosi, a seconda dei momenti. Al punto che gli allegati, colti e interessanti, talvolta ci disturbano! Anche se il più delle volte ci aiutano a meglio conoscere i personaggi e le loro vite. Le due prime poesie che Jodie inserisce nelle e-mail, Spirito Libero e Inquietudine, sono quasi la rappresentazione di un animo che da subito si manifesta e che, nell’espressione: “amo, soffro e attendo che qualcuno si ricordi di me”, dichiara la propria essenza e fragilità. Ma lei è anche forza, passione, tenacia, e lo mostrerà durante tutto il percorso epistolare. E’ lei la prima, fra i due, a pensare ad una “possibile realtà”, a guardare ad “un orizzonte lontano, proiettato in un futuro forse comune”. E’ lei che si svela, attraverso versi come Al silente Amore; il linguaggio della poesia è il più adatto e il più facile per manifestare stati d’animo ed emozioni, forse perché sembra stemperarsi nella musicalità e nella metafora, divenendo universale, come “ffff..”il soffio del vento che increspa le onde…. E’ ancora lei, che stimola, interroga, rimbrotta, un po’ umile, un po’ spavalda, curiosa, raramente ritrosa. Emozioni in versi, riflessioni in prosa, tristezza, malinconia, gioia, dolore, … Jodie è lì, sotto il nostro sguardo. E vorremmo abbracciarla e poterle asciugare le lacrime, mentre scrive ancora versi per Antonejo, versi che consentono di entrare nel dolore, quasi senza “toccarlo”, senza diventare “invadenti”. Attraverso questa modalità espressiva, Jodie si avvicina al malessere di Antonejo, ma in punta di piedi, con dedizione totale e garbo lieve. Antonejo lo amiamo di meno. Tutto inizia da un suo colto divertissement tecnologico, che lo mette in contatto virtuale con Jodie, ma chi poi darà vera vita al rapporto e lo manterrà vivace è sempre lei. Antonejo dice e non dice; esprime malessere ma non lo spiega, è spesso amaro, umorale, a volte misterioso e distaccato, e lei lo avverte, ne soffre, ma sempre se ne assume le responsabilità. Jodie è tenace, non molla, sorretta da un sogno e da un sentimento forte, alimentato da Antonejo nei suoi momenti affettuosi e nel suo mistero, dal suo tono pacato, a volte distante. L’amore di Jodie è generoso, sa mettersi da parte, lasciando la scena ad un’altra “gioia”, parte ed essenza di lui…. ”Ti aspettavo … in silenzio Per non disturbare la tua gioia Per non distrarre il tuo sorriso …” E solo verso la fine, parla del suo dolore, delle sue rinunce, dei sogni negati, dei suoi genitori.  Attraverso le sue molteplici e-mail avevamo conosciuto la donna, forte e fragile al contempo, professionista attiva e di successo, ma solo nelle ultime troviamo il primo riferimento ad una famiglia vera, al suo essere moglie e madre, alle sue “perle”che monopolizzano la sua attenzione. Avvertiamo, palpabile e dolorosa, la solitudine, la nostalgia, “il nodo in gola che le trattiene il respiro”. Un altro aspetto, particolare e interessante del libro, sono i riferimenti che Jodie fa alla sua vita privata, eventi, date, nomi di luoghi e persone, tutti reali e tutti coincidenti con quelli dell’autrice. Il lettore viene quindi sollecitato ad interrogarsi, a collegare realtà ed invenzione che, mescolandosi, lo lasciano a volte perplesso. L’inserimento, attraverso i racconti allegati alle e-mail, di altre figure femminili, ciascuna con la sua breve storia, ci offre ulteriori chiavi di lettura della personalità, ricca e complessa, della vera protagonista del romanzo, la sua autrice! E da lei cogliamo l’invito a riflettere sul nostro passato, presente e futuro, e assieme a lei ci chiediamo cosa rimarrà ai nostri figli di tanti nostri pensieri, emozioni e sospiri affidati giornalmente ad un computer, attraverso una comunicazione virtuale ed effimera. J.F. la soluzione l’ha trovata. Nel cassetto di un vecchio mobile ha infilato un cd-rom contenente il suo diario, custode di centinaia di e-mail, minuziosamente catalogate, così che le sue figlie possano trovarlo e, assieme ad esso, ritrovare, e forse conoscere, la madre.

 

 Un romanzo epistolare ai tempi delle e-mail di Alessandra Pagano

Il Quotidiano della Calabria " (Sabato 21 novembre 2009 pag. 26)

 

LA memoria. È questo il nodo centrale del “Sognatore di Algoritmi”, opera prima di Giulia Fresca, presentato giovedì presso la Terrazza Pellegrini alla presenza, oltre che dell'autrice stessa, del giornalista Massimo Clausi, dello scrittore e poeta Franco Dionesalvi e dell'editore Walter Pellegrini. Ingegnere e giornalista del Quotidiano della Calabria, la Fresca sottolinea con questo romanzo la sua grande passione per la scrittura emozionale. L'autrice si interroga su come costruiremo i ricordi nel futuro dato che la comunicazione sta diventando sempre più virtuale ed effimera. Un tempo c'erano le lettere tenute insieme da un nastrino in fondo al cassetto. Oggi, queste hanno lasciato il posto a chat, sms ed email. Solo quest'ultime, tutt'al più, potranno essere conservate. E da questo parte la storia. Nel 2035 due sorelle trovano un Cd-rom contenente una raccolta di email catalogate in ordine cronologico e datate tra il 2008 e il 2009. Si tratta della corrispondenza tra la loro giovane madre Jodie e lo psichiatra Antonejo. Un amore “virtuale” - un tempo avremmo detto “platonico” - che nasce per caso. Antonejo su un motore di ricerca digita cinque parole a caso e approda al blog della donna. Da qui, incuriosito, la prima mail “Chi sei?”. Inizia così una fitta corrispondenza che si traduce in viaggio parallelo alla scoperta di sé e dell'altro. Lo scambio epistolare offre, poi, lo spunto per parlare di tematiche sensibili: come “allegati” alle mail, infatti, troviamo poesie (“soffi dell'anima”), racconti e articoli che Jodie ha scritto per il giornale presso cui collabora, il “Quotidiano della Calabria”. Si parla, tra l'altro, della legge Basaglia, della giornata della Memoria e dell'emergenza rifiuti in Calabria. Ed è proprio in questo che il “Sognatore di Algoritmi” spiazza il lettore. Una narrazione di fantasia che gioca continuamente con la realtà. Jodie è un'ingegnere e giornalista come la Fresca e gli articoli allegati sono quelli realmente apparsi sul Quotidiano. Durante la conferenza, Clausi ha posto l'accento sulla forza onirica della parola, altro filo conduttore del libro. Dionesalvi, invece, ha illustrato le caratteristiche della conversazione virtuale sottolineando, però, come dimostra la delicatezza delle parole, che persiste un tessuto umano che riesce a superare le tecnologie. Non resta, quindi, che leggere il romanzo. Forse arrivati alla fine avvertiremo quel vago senso di amarezza di quando, in chat, sparisce la cronologia. Solo unendo il “sogno” e l'”algoritmo”, splendido ossimoro, potremmo conservarne la memoria.

 

L’autrice è la calabrese Giulia Fresca di Angela Mendicino

 su CalabriaOnLine

 

Chissà quale sarà la memoria del nostro vissuto tenendo conto che la comunicazione in questi anni è sempre più virtuale ed effimera. Come dire, sms, chat, webcam hanno soppiantato lettere e, solo conservando e stampando le mail e gli altri messaggi inviati dal pc, potranno restituire in futuro un piccolo tesoro cartaceo di ricordi. Tutto questo è raccontato nel libro presentato nella Casa Editrice Pellegrini, “Il Sognatore di Algoritmi”, scritto da Giulia Fresca, ingegnere, cosentina con la passione per la scrittura più emozionale. Si tratta di un romanzo moderno e attuale immerso nella ragnatela virtuale “che si muove per le strade più inattese e impensabili”, per dirla con le parole della stessa casa editrice. Il primo libro per l’autrice calabrese che parte dalla storia di Laurie e Desireè che, nel 2035, trovano un vecchio Cd-rom contenente un diario virtuale che le trasporterà indietro nel tempo nella corrispondenza fra due giovani Antonejo e Jodie. Così le protagoniste del volume si trovano a essere silenti spettatrici della relazione fra i due innamorati raccontata attraverso le mail conservate pazientemente e in ordine cronologico sul Cd. Insomma, nelle pagine del libro illustrato alla presenza del giornalista Massimo Clausi, dello scrittore Franco Dionesalvi e dell’editore Walter Pellegrini, oltre all’autrice stessa, le vite di un uomo e una donna allo specchio che iniziano un loro viaggio parallelo, per uno scherzo algoritmico generato da un motore di ricerca. Diventeranno come esploratori di diversi temi dalla politica alla violenza su donne e bambini, alla Shoa alla criminalità. Cornice di tutto il racconto, la tecnologia e il suo linguaggio, un mondo in cui sogno e algoritmo rappresentano le facce di una stessa medaglia.

Una nuova realtà in cui i punti di sospensione rappresentano il mondo reale dell’inconscio.

 Un libro da leggere tutto d’un fiato.

 

 

 

 

 

 

  

 

   
   

 

 

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