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Messaggi e Commenti |
Sulla Stampa e sul Web |
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"Il Romanzo cattura la mente e
l'anima - Bravissima" - Mario Bozzo -
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania |
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"Sognatore di
Algoritmi è uno Zibaldone moderno nell'accezione più positiva del termine" -
Paride Leporace - Direttore de "Il Quotidiano della Basilicata" |
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"Il libro è sorprendente! Al di là dei mie
complimenti, scopro una sensibilità che avevo notato solo in minima parte e che
con grande coraggio sì è rivelata così profondamente...Mi piace molto la
citazione beethoveniana ..." - Giuseppe Maiorca - Pianista e
Concertista |
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"Ho avuto la fortuna di poter
leggere "Sognatore di Algoritmi" in anteprima: un romanzo (ma non è riduttivo
definirlo così?) che ha una struttura per me assolutamente originale. Una
storia che ti prende e ti trascina in un vortice di emozioni che rischiano di
sopraffarti di pagina in pagina. Giulia, quello che posso dire della tua opera
è che nessun lettore, dopo averlo finito, sarà uguale a prima.
Certo, in una Italia di escort e lenoni, una storia come questa, con sentimenti
così forti e drammaticamente veri, ti riconcilia con il genere umano".-
Sergio Aquino
-
scrittore
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“Non è facile dire cosa penso di quanto ho letto. Sognatore di
Algoritmi non è un romanzo tradizionale ed ancor meno lo è la lettura. Non è
facile far mente locale delle idee che ne son venute, nate e cresciute. La
storia potrebbe essere quella della banale narrazione di un amore, se lo stesso
fosse narrato.
Sono
confuso per aver scoperto quanto e come sia sia possibile amare, per come si
interpreti spesso troppo facilmente il significato di un sentimento e per la
gradevole sorpresa di poter approfondire una bella conoscenza.
Trovo, per caso, lo stato d'animo che presumo sia adatto ad
esprimere quanto, e quello che ho sentito. Per la prima volta ho avuto
difficoltà a scegliere a quale personaggio affezionarmi! Avrebbe potuto esser
semplice per il loro esiguo numero di due. Quando ce ne sono tanti si ha una
sorta di "libero mercato", con solo due si deve fare una ed una sola scelta.
Sarebbe normale dire, credere, di essersi affezionati ad entrambi, ma non
corretto perché non può piacere solo lui o solo lei. Infine piace l'androgino.
L'irraggiungibile androgino che mai è stato svelato e mai si svelerà, mai nato e
mai morto. Ciò che si comunicano e scambiano appartiene alla loro natura
interiore, quasi fossero amici o amanti di se stessi. Non è possibile sentirsi,
vedersi, incontrarsi.... significherebbe dover ignorare quanto lo specchio
mostra o non riconoscere il proprio intimo pensiero. La collocazione temporale
credo sia dovuta solo ad una costruzione romanzistica. Il significato di quanto
hai espresso non ne ha, collocazione. Alcuni di noi sanno di essere dicotomici,
altri lo ignorano. Poco importa. Torniamo qui e continuiamo a vivere. E'
difficile parlare d'amore. O troppo facile. Hai scelto la strada difficile e
l'hai percorsa con una grande maestria. Ti assicuro che posso permettermi di
affermare che sei una grande e brava maestra. Grazie per le stimolazioni e
l'energia che mi hai trasmesso”. Simone Cardullo (Monterotondo -
RM) |
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Sulla
Stampa e sul Web |
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"Sognatore di Algoritmi"
commento di
Angela Altomare
13 aprile 2010
Sembrerebbe
banale definire il romanzo "SOGNATORE DI ALGORITMI" un romanzo da leggere
tutto di un fiato, eppure il romanzo di Giulia Fresca è un libro che rapisce il
lettore, che ne cattura la mente, ma soprattutto l'anima e il cuore, a cui parla
con linguaggio semplice e immediato, portandolo in un mondo in cui i veri
protagonisti sono i sentimenti: battiti di cuore, attese, sospiri, speranze e
insieme a tutto questo l'Amore, un Amore sognato, ma non per questo non vissuto.
Il romanzo di Giulia Fresca è in realtà un "piccolo scrigno dell'anima", in cui
l'autrice custodisce, per far scoprire e riscoprire al lettore, le gioie e i
preziosi più intimi della vita di due anime, di due esistenze che tramite una
corrispondenza "virtuale" trovano la loro corrispondenza"reale", quella
dei sentimenti, che ne rappresenta la loro unitarietà e unicità.
Se la protagonista femminile, Jodie, si presenta come personaggio fortemente
contraddistinto da vitalità ed entusiasmo di vivere, che ne rappresentano il
tratto distintivo, Antonejo, il personaggio maschile, è un personaggio che
appare, almeno nelle prime pagine, quasi anestetizzato nei confronti dei
sentimenti a causa di ferite dell'anima pregresse inferte da abbandoni vissuti,
ma soprattutto subiti nel suo passato, in un passato ancora tanto vivo quanto
"presente", quasi come se nel libro dovesse rappresentare un terzo personaggio
nel ruolo di protagonista e/o antagonista, che con il suo peso greve incombe
sulla vita di Antonejo, accompagnandolo come compagno fedele lungo il viaggio
della sua esistenza.
Il personaggio di Antonejo è un personaggio fortemente "razionale", capace di
sopravvivere, ma totalmente incapace di vivere, in quanto in realtà ha paura di
farlo, perché “ vivere” significa amare ancora una volta e per lui in passato
amare ha significato soffrire. L'amore in lui ha lasciato il ricordo
dell'amarezza dell'abbandono, del dolore, rendendolo quasi incapace di
assaporare e riconoscere il sentimento presente, che pur essendo fatto di
e-mail, nasconde sentimenti veri, che dietro a parole "digitate" nasconde
soprattutto parole sperate, attese, immaginate e sognate. La vera forza di
Antonejo è Jodie e la sua capacità di amare, e a volte per lei amare significa
anche aggrapparsi solo semplicemente all'idea che possa esistere l'Amore, capace
di riscaldare ciò che è freddo, di piegare ciò che è rigido, di illuminare
tramite un sorriso per un solo attimo.
Jodie rappresenta con tutto il suo essere l'anima della donna, capace di
rigenerarsi giorno per giorno anche grazie alla sua inesauribile forza vitale
che attinge anche a volte dalla sola possibilità di poter di nuovo amare,
sognare tramite corrispondenza di sentimenti, quella che Goethe chiamava
"affinità elettive", che la lega ad Antonejo. Jodie da "moderna donna d'altri
tempi", cosi come l'autrice la fa definire nel romanzo, è acrobata sul filo
della vita, una vera e propria funambola che si dimena nel suo ruolo di mamma,
di giornalista, di "amante" (intesa come colei che ama), ma soprattutto nel suo
ruolo di donna, come un albero che a volte il vento della vita può piegare, ma
senza mai tarlarsi.
Antonejo e Jodie rappresentano due differenti modi di vivere e di scegliere la
vita. In Jodie risalta immediatamente la sua capacità rigenerativa, tipica del
suo esser donna, capace come l'Araba Fenice di risorgere dalle proprie ceneri
più forte che mai, anche dinnanzi al dolore, con la sua capacità di ricominciare
ad amare, perché ama sognare e sogna di amare .
Gli uomini, e Antonejo ne rappresenta un tipico esempio, davanti al dolore sono
meno coraggiosi di viverlo e quindi di abbandonarlo. Per evitare di vivere la
sofferenza alla fine finiscono inevitabilmente per abbandonarsi ad
essa,venendone quasi anestetizzati, tanto da non riuscire a sognare una vita
futura, da non assaporare le gioie che a volte la vita in modo inaspettato può
riservare.
Se le donne, secondo un noto cliché, amano illudersi, l'uomo nel libro della
Fresca vive immerso nella totale DISILLUSIONE che un nuovo amore possa rapirlo,
fugace dinnanzi ai sentimenti e sfuggente dinnanzi ad una donna che chiede
semplicemente Amore, capace di sentire il dolore lasciato da un amore passato,
ma sordo in realtà di ascoltare l'Amore presente.
Jodie è la Penelope che attende che il suo Ulisse faccia ritorno ad Itaca,
rimanendo fedele, come forse solo una donna può fare, alla semplice idea che ciò
che la lega ad Antonejo, ciò che prova nei confronti di quello "sconosciuto",
che in realtà "riconosce" e ama, possa essere Amore, sorretto dalla sua forza:la
speranza.
Il libro, un mix di prosa e versi, è un incalzare che rapisce il lettore,
spingendolo a leggere pagina dopo pagina senza mai volersi fermare. L'azione
della storia è data dai sentimenti, stati d'animo che si susseguono come scene
di uno stesso film di cui è protagonista l'Anima, un'anima sdoppiata, divisa in
due, due facce della stessa medaglia, fatte della stessa sostanza, ma diverse,
ma non per questo non simili, che pur avendo due differenti modi di leggere il
mondo, riescono a comprendersi parlando il medesimo linguaggio, il linguaggio
universale dei sentimenti, leggibile da qualsiasi cuore umano.
Ogni donna in Jodie può ritrovare se stessa, piccoli frammenti della propria
esistenza, emozioni tanto semplici quanto vere, emozioni che solo ad esempio
l'osservare il cielo può suscitare facendo volgere il pensiero oltre lo sguardo,
al di là del tempo e dello spazio, ad un uomo che neanche si conosce, ma che in
realtà forse si è già conosciuto fin da subito poiché "riconosciuto", in quanto
nella vita non è tanto importante conoscersi, quanto "riconoscersi" nell'altro,
in un altro se stesso, cosi come il romanzo di Giulia Fresca ci insegna. |
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Cara Giulia,
Non è senza imbarazzo che mi
accingo a scrivere qualche
impressione sul tuo Sognatore di
Algoritmi.
Come potrebbe essere
diversamente, trattandosi di un
libro dove la forma epistolare –
ancorché per via email - dipana
contenuti profondi con sensibile
leggerezza?
Fatto sta – e vengo
immediatamente al punto - che è
proprio la dicotomia tra le
forme evanescenti delle email
(effimeri segni di
contemporaneità) e il peso di
argomenti esistenziali atavici
(perciò letterari), a
determinare – per me - il segno
distintivo del tuo romanzo.
D’altronde, non è la ricerca di
questa levità che è alla base
dell’impegno di scrittura del
romanziere? Italo Calvino, nelle
sue Lezioni Americane, lo dice
chiaramente:
“(...). Quando ho iniziato la
mia attività, il dovere di
rappresentare il nostro tempo
era l’impegno categorico di ogni
giovane scrittore. Pieno di
buona volontà, cercavo di
immedesimarmi nell’energia
spietata che muove la storia del
nostro secolo, (...). Presto mi
sono accorto che tra i fatti
della vita che avrebbero dovuto
essere la mia materia prima e
l’agilità scattante e tagliente
che volevo animasse la mia
scrittura c’era un divario che
mi costava sempre più sforzo
superare. (...)“.
Nel tuo libro, i temi del tempo,
dell’amore (e degli altri
sentimenti), le emergenze
dell’attualità, sembrano
superati dall’artificio di un
racconto che parte dal passato,
rintracciando luoghi e
situazioni di un vissuto che –
paradossalmente – è la nostra
realtà. Realtà vera, descritta
da un incontro di anime scovato
nella memoria di un luogo
virtuale, la rete, la cui natura
di non luogo viene tramutata
proprio dal rapporto di
corrispondenza tra i
protagonisti. Un posto, la rete,
sensibilmente sovrasensibile,
caratterizzato dall’assenza
della "storia" ma che, riempito
di storie, si trasfigura in
piazza o - nel tuo caso - nel
braciere intorno al quale due
intimità si confrontano
prendendo tempo.
Eh si. Perché l’esercizio della
memoria è nel tempo. Nel suo
dilatarsi, che arricchisce il
senso dei fatti nella
narrazione: non c’è racconto
nell’istante, perché non c’è
riflessione. Stravolgere l’uso
di un mezzo, internet, che fa
dell’immediatezza la sua ragione
d’essere, ti ha resa complice di
un delitto. Dell’assassinio di
uno strumento troppo spesso
utilizzato per moltiplicare gli
istanti all’infinito.
Ripetendoli all’eccesso, fino a
depredare i fatti stessi della
loro essenza.
E’ questo che avviene in mia
figlia tredicenne al divano,
quando guarda la televisione e,
contemporaneamente, chatta sul
portatile in grembo mentre invia
incessanti sms dal cellulare?
Ebbene, se è questo, ben venga
il tuo delitto. Che sia
esemplare nella conquista del
mezzo alla causa della memoria,
quella che Chico Buarque
definisce una vasta ferita
(“Latte versato”, Feltrinelli).
Farà alle volte male, ma ci
ricorderà battaglie superate,
dandoci il senso di quelle in
corso e di quelle che verranno.
Pino Sassano
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"Amore – virtualità: binomio
possibile?" di Angela
Costanzo
pubblicata su "Il Quotidiano della
Calabria" lunedì 29
marzo 2010.
Una particolare corrispondenza d'amore nel romanzo “Sognatore di algoritmi” di
Giulia Fresca. Emozioni, poesia, narrativa, attualità sociale: il tutto a
delineare un'opera originale e composita, ove al fascino dei protagonisti si
mescola il mistero dell'insoluto...
Esiste davvero l'amore? Quello con la A maiuscola? E se esiste, chi può mai
giudicare o decidere quale sia la forma migliore della sua espressione? Del suo
manifestarsi e svolgersi?
Jodie e Antonejo. Due nomi lontani nello spazio, completamente estranei e
sconosciuti l'uno all'altro; due vite indipendenti, ognuna con le proprie gioie
e le proprie ferite. Ognuna nel suo mondo: lui quello della psichiatria e di un
matrimonio fallito alle spalle, lei quello di una giornalista tuttofare,
ingegnere per giunta, madre di due bimbe, perennemente immersa nei suoi impegni
culturali e sociali. Sono loro i protagonisti della creatura letteraria di
Giulia Fresca, “Sognatore di Algoritmi”.
E' la magmatica rete del web a farli incontrare. Per una casuale sequenza di
termini e parole, i due entrano in contatto iniziando una fitta e copiosa
corrispondenza via e – mail. La diffidenza iniziale si fa curiosità, poi
simpatia, poi bisogno. Infine amore. Un amore non gridato né urlato,.ma latente
nei dialoghi tra i due, nel loro volersi scoprire e ritrarre, nell'interesse
reciproco, nel dolore che è sotteso nei momenti di silenzio. E come in ogni
storia, ci sono i momenti di gioia e felicità, così come anche gli scontri e gli
alterchi. Slanci e abbandoni seguiti da inevitabili cadute...Dolceamara ed
invincibile fiera è l'amore, capace di sollevare nell'etere ma di far
sprofondare negli abissi.
Ma tutto si supera se c'è un filo rosso che, invisibile ed impalpabile, lega due
vite che percepiscono all'unisono la particolarità e l'eccezionalità di un
sentimento. Un amore, il loro, contraddistinto da momenti altissimi di poesia,
da intuizioni liriche pure, direbbe Benedetto Croce: Jodie infatti chiama “soffi
dell'anima” dei testi poetici saltuariamente allegati nelle sue mail, pregni di
pulsioni intime ed emozionali. Anche Antonejo non è immune dall'arte poetica:
anche lui spesso invia dolcissime parole a Jodie. Per consolarla dalle sue
tristezze, per darle coraggio, per esortarla a sorridere sempre, anche nel buio
dell'oggi. “Quando è più alta la notte si avvicina il chiarore dell'alba...”
Ma, tra i due, se c'è chi dà tutto sé stesso in questo rapporto, seppur
virtuale, quella è Jodie. Moderna donna d'altri tempi, Jodie apre senza riserve
il suo cuore al misterioso interlocutore. Lo rende partecipe delle sue attività,
addirittura gli fa leggere in anteprima articoli destinati alla pubblicazione.
Gli invia inoltre bozze di racconti nei cui personaggi aleggiano, sottese e
finemente celate, le loro personalità. Lo investe, Jodie, con i suoi pensieri, i
suoi giudizi su fatti e accadimenti della società (politica, mafia, beni
culturali, letteratura). Antonejo diviene per lei una sorta di alter ego, di
specchio in cui osservarsi, di oracolo da cui attendere enigmatici e sibillini
responsi. La casella e – mail di Jodie, allora, si fa diario, quello in cui si
annotano i segreti più inconfessabili, i tormenti estremi, i godimenti più
appassionati. Ma è un diario biunivoco quello in questione: le e – mail ricevute
diventano in tal senso spalla e stimolo per scriverne altre ancora.
E – mail che, se nate nella fredda e apparentemente anonima virtualità,
sprigionano calore e intensità. Le pause, i puntini sospensivi, la sintassi a
tratti spezzata denotano una grande personalizzazione della parola scritta. Il
carattere digitale, seppur sempre uguale a se stesso e standardizzato, acquista
un valore ed un significato unico ed irripetibile. Si verifica quindi
un'individualizzazione del mezzo informatico, usato e sfruttato per parlare,
comunicare. Per amare. Nel corso della lettura del romanzo è come se accadesse
una magia: quasi ci si dimentica di essere di fronte a delle mail; sembra di
leggere una corrispondenza concreta, frutto di una realtà vissuta e tangibile.
Si respira un'aria vivida e accesa, popolata da persone, visi, lacrime, gesti,
speranze, illusioni. Ed ecco allora che, in quest'atmosfera surreale, nata dalla
pura casualità ma divenuta teatro di una suggestiva storia d'amore, l'algoritmo
può farsi sogno. L'algoritmo, di per sé procedimento razionale per la
risoluzione di un problema (implementato sotto forma di programma), è la molla
che innesca la conoscenza tra Jodie ed Antonejo, ma è sicuramente insufficiente
nella risoluzione dei dilemmi e problemi della vita. Il sognatore di algoritmi
cerca una via d'uscita al suo penare, uno snodo all'intricatezza del male. Ma
può bastare una formula matematica per dirimere la complessità dei rapporti
umani, per avvicinare due vite, per sventare una malattia? Il titolo del
romanzo, in tal senso, lancia un sassolino del mare: difficile è rispondere alla
cieca ed indomita potenza della sorte, al perché nella vita accadano alcune cose
a qualcuno in un determinato momento e spazio. Forse il bello dell'esistenza sta
proprio in questo: nell'affrontare, passo dopo passo, le luci e le ombre, la
legge del giorno e la passione della notte.
Cercare soluzioni è utopia umana: volo di una mosca dalle ali sottili è la vita,
interrogativo incessante, rimpianto e rimorso sempre...
Jodie ed Antonejo sanno tutto questo: cercano però un loro posto, un loro mondo
ove poter sognare, sperare in un amore che oltrepassi barriere fisiche e
materiali. Un mondo dove non possa entrare la crudele realtà, con i suoi orrori
e le sue angosce. Vivono dunque un loro sogno virtuale: un algoritmo del sogno
forse può esistere, ma ad un certo punto arriva il momento di svegliarsi.
Dinamiche esterne, più grandi ed ineluttabili di loro, li separeranno, ma il
loro “vissuto” resterà inciso su un supporto informatico, degno successore di un
carteggio novecentesco, che due fanciulle del domani leggeranno incuriosite. Il
passato allora diviene un nuovo presente, nell'ottica di un prossimo ed
avveniristico futuro. Riacquista quindi vigore la memoria di un amore fuori da
ogni limite precostituito, da ogni logica puramente fisica. Un amore che è
unione e corrispondenza d'anime e di menti. Un ineffabile incrocio di
sensibilità, simili e complementari, che, nel puro e semplice contatto digitale,
ritrovano la metà mancante, l'ala spezzata e precedentemente persa, per il loro
sublime ed impalpabile volo. |
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Di Francesco De Pascale ed Alberto
Russo
Su "Il Sileno" sabato 12 dicembre 2009
“Sognatore di Algoritmi”, il
romanzo di Giulia Fresca è stato presentato ieri all’UniCal al Book Café, con la
presenza delle associazioni studentesche “Il Sileno ONLUS” e “Horus Scorpione”,
attive sul territorio nell’ambito della riflessione culturale. Se in passato ci
servivamo delle lettere d’amore, oggi è l’epoca degli sms, delle chat, delle
e-mail, di facebook, e la nostra ingegnere cosentina, prendendo spunto da ciò,
ci ha regalato pagine elaborate con passione, versatilità, carica intellettiva e
spirituale. Questo romanzo, che come afferma l’editore Pellegrini, è immerso
nella ragnatela virtuale “che si muove per le strade più inattese e
impensabili”, riprende un tema caro a tutti i più grandi artisti, scrittori e
poeti: la memoria del nostro vissuto, proprio in un’epoca in cui i media hanno
creato un processo di comunicazione sempre più virtuale, passeggero, non sempre
schietto ed ineccepibile. Il contesto temporale risente, inoltre, di un altro
tema della letteratura contemporanea: il sogno, il fantastico. Siamo nel 2035:
il diario di Anna Frank fu tristemente rintracciato e malinconicamente letto
molti anni prima, invece il diario di Jodie, in struttura virtuale, non contiene
quelle sensazioni e presentimenti di morte di quell’epoca, ma non mancano
parallelismi di sogni, che Antonejo e Jodie stanno dominando da protagonisti,
negli anni 2008 e 2009. I due danno il via al rapporto “algo-epistolare”, e le
e-mail verranno trovate dalle due sorelle Laurie e Desireè, in un vecchio
CD-ROM, catalogate in ordine cronologico. Infatti, ci troviamo a leggere una
corrispondenza tra i due individui, dentro alla quale nasce e si evolve un
sentimento a tratti amoroso, a tratti no, manifestato anche attraverso le
suggestive poesie, dette “soffi dell’anima”. In aggiunta, troviamo nel testo le
problematiche attuali più scottanti : la guerra, l’emergenza rifiuti, la
criminalità, il razzismo, la violenza sull’infanzia e soprattutto sulle donne,
la crisi nel Darfur, la Shoah, la legge Basaglia, tematiche affrontate in
articoli realmente pubblicati su “Il Quotidiano della Calabria”. Come ha
sottolineato Pio Colonnello, vi è l’invito, da parte dell’autrice al lettore “ad
essere due occhi terzi, che vedono un susseguirsi di eventi, e a vivere per 365
pagine a fianco dei sentimenti della protagonista”. Così i due trattano temi che
sono di interesse comune, ma tenendo sempre fermo e vitale il problema
dell’Amore assoluto in un contesto virtuale. Pertanto, il Sognatore di Algoritmi
resta un romanzo postmoderno, con il tono sentimentale, disperato, tormentoso,
intenso e dolce. È in tale contesto che vengono fuori i caratteri dei due
protagonisti.
A nome degli studenti dell’UniCal,
di “Lettere” e “Scienze politiche”, ringraziamo Giulia, promessa e orgoglio
della nostra terra, per averci dato la possibilità di esprimerci sul suo romanzo
in una manifestazione pubblica.
Francesco De Pascale e Alberto
Russo
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“Il sogno di una affinità elettiva che si
avvera” di Francesca Gabriele
"Sognatore di Algoritmi” un
titolo, di fatto un ossimoro
Mezzo Euro settimanale d’informazione regionale diretto da Domenico Martelli
sabato 05 dicembre 2009
Noi siamo il nostro passato. L’affermazione è del filosofo Henri Bergson e
rientra nel filo che congiunge la memoria alla filosofia. Ed è proprio la
memoria il tema centrale di Sognatore di Algoritmi il primo romanzo scritto da
Giulia Fresca ed edito da Luigi Pellegrini. La memoria di collegare al tema
amore, un amore platonico che nasce all’interno di un rapporto non epistolare,
come sarebbe accaduto in altri tempi, ma mediatico. Un incontro casuale, non
voluto e forse solo intimamente cercato quello tra Jodie e Antonejo. Una ricerca
su Google, cinque parole ed Antonejo, 37 anni, psichiatra, in modo casuale
finisce per scrivere a Jodie, giornalista che in un primo momento lo tratta da
quello che è, un estraneo. Ma tale Antonejo non rimarrà a lungo:tra i due
s’innesca una profonda corrispondenza attraverso la quale si conoscono, si
cercano, si scelgono. L’amore snocciolato nella sua vera essenza con tutto
l’alone del mistero che si porta dietro. Quell’amore che magari non cerchi, che
hai scelto di non cercare, di non volere, di tenere lontano dalla tua vita
perché sai che può farti male ed aprirti una strada senza ritorno. Ma Sognatore
di Algoritmi è la palese dimostrazione che non è l’uno a cercare l’amore, ma è
il sentimento che impetuosamente e violentemente bussa alla porta facendo
crollare ogni resistenza. Come successo ai due protagonisti che instaurano un
rapporto lontano ma vicino spiritualmente condividendo poesie, racconti, testi
di articoli, tematiche di stringenti attualità. Tocca e fa vibrare davvero
l’anima Jodie che in questo rapporto scommette tutto! Lei stimola , incalza,
piange e si dispera, ma poi ritorna forte e spinge l’altro a reagire. Due
persone che vivono lontano e che riescono a comunicare la propria vicinanza
nello stesso istante con coincidenti email. «Oggi ho sentito la tua mancanza».
«Sei stato con me al mare e poi davanti ad un caminetto scoppiettante». «Ti
stringo dolcemente forte». Due anime unite da un amore impossibile che mai
troverà la sua piena realizzazione. «Sogno ed Algoritmo –scrive Giulia Fresca –
sono le facce di una stessa medaglia, Chanh E Hou Yi, simboli rispettivamente
della luna e del sole. Perché in fondo il mondo è un grande intreccio…piccolo e
fitto di opportunità per ritrovare nell’altro un po’ di se stessi»
L'intervista
Perché questo titolo: Sognatore di Algoritmi?
Un algoritmo è una funzione che in base ad in input fornisce un output, e così
sarebbe stato se Antonejo avesse voluto cercare un’affinità con Jodie
interrogando un motore di ricerca per “incontri” e dunque un algoritmo, fornendo
come dati in ingresso alcune caratteristiche, bionda bruna, alta magra, fino a
definire il range di età ed il grado di istruzione. Così non è stato, perché
dall’algoritmo di Google il sogno di un’affinità elettiva si avvera. Il titolo è
di fatto un ossimoro: sogno ed algoritmo non potrebbero convivere se non come
facce di una stessa medaglia, ma l’ho scelto perché si è autogenerato tra le
email, confermando che i sogni generano algoritmi e non sempre è vero il
contrario.
La storia che lei racconta in questo romanzo è quella di un amore platonico
tutto mediatico. Da dove è nata l’ispirazione?
Non mi piace considerarla una storia d’amore sebbene ne abbia tutti gli
ingredienti. Nella nostra vita tutto è ormai relativo e, così come nella
matematica, a volte è necessario isolare i valori per restituire loro
l’assolutezza. È ciò che ho tentato di fare partendo dalla mia cultura
romantica: riprendere in mano i valori della fiducia nell’altro, dell’amicizia,
del riconoscimento, dell’altruismo e dell’amore e metterli in gioco tra due
persone che non si conoscono ma che imparano ad avere bisogno l’uno dell’altro.
L’amore platonico si alimentava di sguardi fuggevoli e soavi, di scie di profumi
lasciate al passaggio…qui è la mente che fa tutto, soprattutto nel caso di
Jodie, così come avviene tra tante persone che si conoscono tramite i moderni
mezzi di comunicazione. Ho cercato di spostare l’attenzione verso un approccio
più sensibile rispetto a quello, forse banale e scontato che alimenta la rete, e
dunque non poteva che rivolgersi ai sentimenti, quelli che, un tempo, generavano
anche qualche lacrima che cadendo sul foglio e macchiandolo, rendeva vivo lo
scritto.
In ogni romanzo si dice ci sia una piccola nota autobiografica dello
scrittore. E’ così anche per il suo?
Credo che non sia possibile scrivere sentimenti se non fanno parte del proprio
interiore. Se così fosse si scadrebbe nella retorica e nella teoria che certo
non può riguardare le emozioni. In questi anni ho imparato a guardare il mondo
da diverse angolazioni, ho imparato a leggere gli altri con l’umiltà dello
sguardo e con la predisposizione all’ascolto, anche delle cose non dette. Ciò mi
ha permesso di trovare nelle vite degli altri qualcosa che mi appartiene, e da
qui il sottotitolo del romanzo, ma soprattutto mi ha regalato la forza di
togliere dal mio Io quelle essenze che il tempo aveva danneggiato ed esaltare,
forse, quelle che aveva relegato in un angolino. Di autobiografico c’è la mia
professione, la passione per la scrittura, l’esperienza della vita all’estero e
la conoscenza della solitudine.
Qual è l’ultimo libro che ha letto Giulia Fresca?
Leggo tantissimo e non solo per il gusto della lettura, ma per via dell’attività
giornalistica che spesso mi impegna anche in alcune recensioni. Ad ogni modo
sono tre le mie ultime letture: Le navi dei veleni di Massimo Clausi e Roberto
Grandinetti, Irrazionalpopolare di Francesco Bonami e Luca Mastrantonio ed sto
terminando Oltre di Vincenzo Perrellis
Su quale tema si concentrerà il nuovo romanzo che scriverà Giulia Fresca?
In verità Sognatore di Algoritmi è la pausa “forzata” ad un romanzo storico
ambientato nell’anno 1100. Si tratta della biografia romanzata di un personaggio
realmente esistito per il quale ho trovato un “buco” storiografico di 10 anni
nonostante sia stata una donna di grandissimo rilievo non solo del suo periodo
ma per aver condizionato fortemente le epoche e gli uomini successivi. È un
lavoro di ricerca che ho iniziato nel 2000 e che ho parzialmente interrotto nel
2007 quando ho iniziato a scrivere Sognatore di Algoritmi. Avevo bisogno di
alcune risposte, che nel frattempo sono arrivate, e pertanto non avevo la giusta
ispirazione ed immedesimazione, pertanto ho preferito dedicarmi a ciò che in
quel momento è riuscito a monopolizzare il mio sentimento. A parte la biografia,
sto già scrivendo sull‘infanzia ancora troppo fragile a causa degli egoismi di
noi adulti, attraverso una storia legata ad un filo purtroppo tremendamente
attuale. |
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10/12/2009
12.02 - LIBRI: IL SOGNATORE DI ALGORITMI DI GIULIA FRESCA
(ANSA) - CATANZARO, 10 DIC - ''Sognatore di algoritmi'' di Giulia Fresca
(Pellegrini editore) e' un romanzo che anticipa i tempi. Del vissuto e del
pensato. L'autrice ama definirsi ''una moderna donna d'altri tempi''.
Sicuramente una personalità eclettica: oltre a svolgere la professione di
ingegnere, scrive infatti per ''Il Quotidiano della Calabria'', ''Articolo21'' e
riviste culturali del panorama nazionale. Di origini calabro-lucane, e' nata a
Manfredonia ed ha vissuto per molti anni la condizione di emigrata culturale,
passando all'Algeria alla Russia, dalla Sardegna alla Calabria. E' autrice di
saggi, racconti e poesie vincitrici di concorsi nazionali pubblicate in
Antologie poetiche. Nel 2009 la sua presenza nell'Enciclopedia dei Poeti
italiani contemporanei e l'uscita del primo romanzo, appunto il ''Sognatore di
Algoritmi''. Quale sarà la memoria del vissuto di questi anni tenuto conto che
la comunicazione e' sempre più virtuale ed effimera? Sms, chat line, webcam,
hanno preso il posto delle lettere e solo le email, se conservate, potranno
restituire un piccolo ''tesoro''. E' ciò che Laurie e Desiree troveranno nel
2035 in un ''vecchio'' cd-rom. Al suo interno un ''diario'' molto speciale che
le trasporterà, silenti spettatrici di pagine riservate, indietro nel tempo
attraverso una fitta corrispondenza di ''lettere informatiche'' tra Antonejo e
Jodie. Email conservate pazientemente in ordine cronologico, inviate ed attese
come antiche missive, alle quali ''allegare'' racconti, articoli, quotidianità
ma soprattutto emozioni, sentimenti, riflessioni e soffi poetici. Un uomo e una
donna, due vite allo specchio, iniziano il loro viaggio parallelo per uno
scherzo algoritmico generato da un motore di ricerca, divenendo esploratori di
tematiche sensibili (politica, guerra, criminalità, violenza sull'infanzia e
sulle donne, Shoah, legge Basaglia) e reconditi desideri dell'animo. A fare da
cornice la tecnologia ed il suo linguaggio, dove sogno ed algoritmo
rappresentano le facce di una stessa medaglia ed i puntini, uniti
nell'immaginario dell'infinito... che sospendono ed attendono... ''un mondo
reale dell'inconscio''.(ANSA). RED/FLC |
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“SOGNATORE DI ALGORITMI”
Commento di Giovanna Baglione
curatrice della rubrica
Libri Insieme sulla rete Tv Cam Tele 3 del 02.12.2009
Non lo hai
ancora aperto, e già richiama interesse e attenzione.
L’immagine e
il titolo colpiscono.
Quel
sognatore che si muove, in duplice forma, su tasti apparentemente sconnessi, ma
mai stonati, verso un semaforo rosso (attesa?), in atteggiamento di corsa
(movimento?), proiettato in avanti, lungo un unico binario; ed una chiocciola
lenta, solo di un tasto dietro di lui ….
Indovinata la
veste tipografica e il titolo, che , prima ancora di un giudizio sul testo,
evidenziano l’acume dell’autrice e dell’editore.
L’immagine e
la parola si fondono; il chiedersi quale abbia ispirato l’altra, è inessenziale,
l’impatto è vincente.
Ma per la
curiosità del lettore, questa è la genesi: nasce prima il titolo, la continua
ricerca dell’autrice ha fatto il resto; navigando è stata colpita dalle opere di
un pittore incontrato sul web, e da una in particolare, … lo ha contattato … e
questa copertina è il risultato sorprendente di sensibilità diverse che si
incontrano e si completano.
Poi lo apri e
inizi a leggerlo, e ti accoglie un breve inno alla vita, seguito dalle note
dell’autore, che esplicitano gli intenti e preparano il lettore, avvertendolo
che quel che segue è un mistero.
Una varietà
di generi letterari, e-mail, poesie, racconti, articoli, ciascuno caratterizzato
da un diverso linguaggio espressivo, impegneranno il lettore, richiedendogli
attenzione e tempo.
La storia in
sé è semplice: un uomo e una donna, due sconosciuti, si scambiano delle e-mail,
intessendo una fitta corrispondenza, che li avvince giorno dopo giorno, ora dopo
ora, divenendo il loro pensiero fisso, la luce dell’esistenza, il sogno che
invade la realtà, impossessandosene da padrone.
Vita
quotidiana, emozioni, interessi culturali, divagazioni filosofiche, si
mescolano, in un’alternanza di mezzi espressivi.
La
narrazione, invece, è complessa e richiede attenzione e partecipazione da parte
del lettore.
Le e-mail,
che intessono stati d’animo e il dipanarsi di eventi, vanno “lette” anche nella
loro alternanza, attraverso le date, gli orari, la frequenza, il mittente.
Pertanto chi legge è impegnato ad interpretare, decifrare anche il non detto, il
non espresso; e allora tutto, la punteggiatura, i segni, le pause, tutto
acquista significato e nulla può essere trascurato, se davvero si vuole entrare
nell’animo dei protagonisti. La loro curiosità iniziale ci contagia, anche noi
vogliamo sapere, scoprire, e allora l’occhio corre veloce in avanti, … ma poi
torna indietro, a riconsiderare un dettaglio che poteva, forse, esserci
sfuggito. Ci emozioniamo, siamo precipitosi o minuziosi, a seconda dei momenti.
Al punto che gli allegati, colti e interessanti, talvolta ci disturbano! Anche
se il più delle volte ci aiutano a meglio conoscere i personaggi e le loro vite.
Le due prime poesie che Jodie inserisce nelle e-mail, Spirito Libero e
Inquietudine, sono quasi la rappresentazione di un animo che da subito si
manifesta e che, nell’espressione: “amo, soffro e attendo che qualcuno si
ricordi di me”, dichiara la propria essenza e fragilità. Ma lei è anche forza,
passione, tenacia, e lo mostrerà durante tutto il percorso epistolare. E’ lei la
prima, fra i due, a pensare ad una “possibile realtà”, a guardare ad “un
orizzonte lontano, proiettato in un futuro forse comune”. E’ lei che si svela,
attraverso versi come Al silente Amore; il linguaggio della poesia è il più
adatto e il più facile per manifestare stati d’animo ed emozioni, forse perché
sembra stemperarsi nella musicalità e nella metafora, divenendo universale, come
“ffff..”il soffio del vento che increspa le onde…. E’ ancora lei, che stimola,
interroga, rimbrotta, un po’ umile, un po’ spavalda, curiosa, raramente ritrosa.
Emozioni in versi, riflessioni in prosa, tristezza, malinconia, gioia, dolore, …
Jodie è lì, sotto il nostro sguardo. E vorremmo abbracciarla e poterle asciugare
le lacrime, mentre scrive ancora versi per Antonejo, versi che consentono di
entrare nel dolore, quasi senza “toccarlo”, senza diventare “invadenti”.
Attraverso questa modalità espressiva, Jodie si avvicina al malessere di
Antonejo, ma in punta di piedi, con dedizione totale e garbo lieve. Antonejo lo
amiamo di meno. Tutto inizia da un suo colto divertissement tecnologico, che lo
mette in contatto virtuale con Jodie, ma chi poi darà vera vita al rapporto e lo
manterrà vivace è sempre lei. Antonejo dice e non dice; esprime malessere ma non
lo spiega, è spesso amaro, umorale, a volte misterioso e distaccato, e lei lo
avverte, ne soffre, ma sempre se ne assume le responsabilità. Jodie è tenace,
non molla, sorretta da un sogno e da un sentimento forte, alimentato da Antonejo
nei suoi momenti affettuosi e nel suo mistero, dal suo tono pacato, a volte
distante. L’amore di Jodie è generoso, sa mettersi da parte, lasciando la scena
ad un’altra “gioia”, parte ed essenza di lui…. ”Ti aspettavo … in silenzio Per
non disturbare la tua gioia Per non distrarre il tuo sorriso …” E solo verso la
fine, parla del suo dolore, delle sue rinunce, dei sogni negati, dei suoi
genitori. Attraverso le sue molteplici e-mail avevamo conosciuto la donna,
forte e fragile al contempo, professionista attiva e di successo, ma solo nelle
ultime troviamo il primo riferimento ad una famiglia vera, al suo essere moglie
e madre, alle sue “perle”che monopolizzano la sua attenzione. Avvertiamo,
palpabile e dolorosa, la solitudine, la nostalgia, “il nodo in gola che le
trattiene il respiro”. Un altro aspetto, particolare e interessante del libro,
sono i riferimenti che Jodie fa alla sua vita privata, eventi, date, nomi di
luoghi e persone, tutti reali e tutti coincidenti con quelli dell’autrice. Il
lettore viene quindi sollecitato ad interrogarsi, a collegare realtà ed
invenzione che, mescolandosi, lo lasciano a volte perplesso. L’inserimento,
attraverso i racconti allegati alle e-mail, di altre figure femminili, ciascuna
con la sua breve storia, ci offre ulteriori chiavi di lettura della personalità,
ricca e complessa, della vera protagonista del romanzo, la sua autrice! E da lei
cogliamo l’invito a riflettere sul nostro passato, presente e futuro, e assieme
a lei ci chiediamo cosa rimarrà ai nostri figli di tanti nostri pensieri,
emozioni e sospiri affidati giornalmente ad un computer, attraverso una
comunicazione virtuale ed effimera. J.F. la soluzione l’ha trovata. Nel cassetto
di un vecchio mobile ha infilato un cd-rom contenente il suo diario, custode di
centinaia di e-mail, minuziosamente catalogate, così che le sue figlie possano
trovarlo e, assieme ad esso, ritrovare, e forse conoscere, la madre.
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Un
romanzo epistolare ai tempi delle e-mail di Alessandra Pagano
Il Quotidiano della Calabria
" (Sabato 21 novembre 2009 pag. 26)
LA memoria. È
questo il nodo centrale del “Sognatore di Algoritmi”, opera prima di Giulia
Fresca, presentato giovedì presso la Terrazza Pellegrini alla presenza, oltre
che dell'autrice stessa, del giornalista Massimo Clausi, dello scrittore e poeta
Franco Dionesalvi e dell'editore Walter Pellegrini. Ingegnere e giornalista del
Quotidiano della Calabria, la Fresca sottolinea con questo romanzo la sua grande
passione per la scrittura emozionale. L'autrice si interroga su come costruiremo
i ricordi nel futuro dato che la comunicazione sta diventando sempre più
virtuale ed effimera. Un tempo c'erano le lettere tenute insieme da un nastrino
in fondo al cassetto. Oggi, queste hanno lasciato il posto a chat, sms ed email.
Solo quest'ultime, tutt'al più, potranno essere conservate. E da questo parte la
storia. Nel 2035 due sorelle trovano un Cd-rom contenente una raccolta di email
catalogate in ordine cronologico e datate tra il 2008 e il 2009. Si tratta della
corrispondenza tra la loro giovane madre Jodie e lo psichiatra Antonejo. Un
amore “virtuale” - un tempo avremmo detto “platonico” - che nasce per caso.
Antonejo su un motore di ricerca digita cinque parole a caso e approda al blog
della donna. Da qui, incuriosito, la prima mail “Chi sei?”. Inizia così una
fitta corrispondenza che si traduce in viaggio parallelo alla scoperta di sé e
dell'altro. Lo scambio epistolare offre, poi, lo spunto per parlare di tematiche
sensibili: come “allegati” alle mail, infatti, troviamo poesie (“soffi
dell'anima”), racconti e articoli che Jodie ha scritto per il giornale presso
cui collabora, il “Quotidiano della Calabria”. Si parla, tra l'altro, della
legge Basaglia, della giornata della Memoria e dell'emergenza rifiuti in
Calabria. Ed è proprio in questo che il “Sognatore di Algoritmi” spiazza il
lettore. Una narrazione di fantasia che gioca continuamente con la realtà. Jodie
è un'ingegnere e giornalista come la Fresca e gli articoli allegati sono quelli
realmente apparsi sul Quotidiano. Durante la conferenza, Clausi ha posto
l'accento sulla forza onirica della parola, altro filo conduttore del libro.
Dionesalvi, invece, ha illustrato le caratteristiche della conversazione
virtuale sottolineando, però, come dimostra la delicatezza delle parole, che
persiste un tessuto umano che riesce a superare le tecnologie. Non resta,
quindi, che leggere il romanzo. Forse arrivati alla fine avvertiremo quel vago
senso di amarezza di quando, in chat, sparisce la cronologia. Solo unendo il
“sogno” e l'”algoritmo”, splendido ossimoro, potremmo conservarne la memoria. |
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L’autrice è la calabrese
Giulia Fresca di Angela
Mendicino
su
CalabriaOnLine
Chissà quale
sarà la memoria del nostro vissuto tenendo conto che la comunicazione in questi
anni è sempre più virtuale ed effimera. Come dire, sms, chat, webcam hanno
soppiantato lettere e, solo conservando e stampando le mail e gli altri messaggi
inviati dal pc, potranno restituire in futuro un piccolo tesoro cartaceo di
ricordi. Tutto questo è raccontato nel libro presentato nella Casa Editrice
Pellegrini, “Il Sognatore di Algoritmi”, scritto da Giulia Fresca, ingegnere,
cosentina con la passione per la scrittura più emozionale. Si tratta di un
romanzo moderno e attuale immerso nella ragnatela virtuale “che si muove per le
strade più inattese e impensabili”, per dirla con le parole della stessa casa
editrice. Il primo libro per l’autrice calabrese che parte dalla storia di
Laurie e Desireè che, nel 2035, trovano un vecchio Cd-rom contenente un diario
virtuale che le trasporterà indietro nel tempo nella corrispondenza fra due
giovani Antonejo e Jodie. Così le protagoniste del volume si trovano a essere
silenti spettatrici della relazione fra i due innamorati raccontata attraverso
le mail conservate pazientemente e in ordine cronologico sul Cd. Insomma, nelle
pagine del libro illustrato alla presenza del giornalista Massimo Clausi, dello
scrittore Franco Dionesalvi e dell’editore Walter Pellegrini, oltre all’autrice
stessa, le vite di un uomo e una donna allo specchio che iniziano un loro
viaggio parallelo, per uno scherzo algoritmico generato da un motore di ricerca.
Diventeranno come esploratori di diversi temi dalla politica alla violenza su
donne e bambini, alla Shoa alla criminalità. Cornice di tutto il racconto, la
tecnologia e il suo linguaggio, un mondo in cui sogno e algoritmo rappresentano
le facce di una stessa medaglia.
Una nuova
realtà in cui i punti di sospensione rappresentano il mondo reale
dell’inconscio.
Un libro da
leggere tutto d’un fiato. |
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